Ancora sul Rischio: la Volatilità

Uno degli indicatori più importanti per la misurazione del rischio di un investimento è la volatilità, vale a dire il grado di variazione dei prezzi di un'attività finanziaria in un determinato periodo di tempo.
In altre parole, la volatilità esprime l'ampiezza delle variazioni subite dal prezzo di un titolo, sia esso un'azione, un bond, un fondo comune di investimento, etc. Se la volatilità sarà alta, quel titolo avrà una forte escursione di prezzo, in sù o in giù; viceversa, con volatilità bassa, le variazioni di prezzo saranno più contenute. Per l'investitore comune, che magari ha una sommaria conoscenza di base degli strumenti finanziari e della finanza in genere, la volatilità deve essere attentamente valutata, perchè determina la "pressione" psicologica a cui potrebbe essere sottoposto durante la detenzione del titolo. Faccio un esempio: un titolo che avesse su base annua oscillazioni di prezzo del 50%, quindi con fortissima volatilità, comporterebbe, per un investimento ad esempio di 100.000,00 €, variazioni in più o in meno di 50.000,00 €. Fin qui, sembrerebbe tutto normale.....o quasi, vista l'entità della variazione....
Il problema però è che se l'oscillazione fosse inizialmente verso il basso la percentuale di recupero che il titolo stesso dovrebbe fare per riportarsi a quota 100.000,00 € sarebbe molto più alta della percentuale di discesa.
In soldoni: a scendere da 100 a 50 occorre una perdita del 50%. Per tornare da 50 a 100 quel 50% non basta...occorre il 100%, che non è proprio la stessa cosa.
"Primo non prenderle" diceva Nereo Rocco!.


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