venerdì 26 ottobre 2012

Finanza comportamentale: l'istinto gregario

La finanza comportamentale è una branca relativamente recente della psicologia, ed uno dei suoi più grandi studiosi, Daniel Kahneman, ha vinto il premio nobel per l'economia nel 2002 proprio per le sue ricerche in merito. In particolare per gli studi in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d'incertezza.
La finanza comportamentale studia come gli individui ragionano, pensano e poi decidono di fronte alle scelte d' investimento dei propri risparmi ed uno dei più noti  è il cosiddetto Istinto Gregario.
Quest'ultimo si configura come la tendenza a seguire la massa e ad adattare il proprio istinto a quello del branco. Nella finanza, nei mercati azionari ed obbligazionari, l'istinto gregario si riscontra moltissime volte, a volte in maniera poderosa, altre con effetti più contenuti. Un determinato avvenimento tende ad essere sempre più amplificato a mano a mano che sempre più individui si accodano ad esso. Un esempio recentissimo c'è stato un paio di anni fa, quando si scatenò, dapprima in rete e poi, con effetto ridondante, sulle televisioni di tutto il mondo, la paura dell'influenza aviaria. Quella che poi si rivelò essere un'influenza niente affatto diversa da qualsiasi altra banalissima influenza (anzi, fu dimostrato che provocò molte meno vittime di quelle, per così dire, "tradizionali") fu un classico esempio di istinto gregario. Come ricorderete il governo italiano arrivò ad acquistare dosi di vaccino praticamente per tutti i cittadini, spendendo cifre mostruose e ritrovandosi poi scatoloni di medicinali da regalare ai paesi africani più poveri (che ovviamente non se ne fecero nulla...). Ebbene, la ditta produttrice di quel vaccino, di cui non farò il nome, conobbe, nel periodo apicale del panico un forte rialzo dei suoi corsi azionari, non solo nella convinzione degli utili che avrebbe avuto dall'enorme numero di ordini ricevuti per il suo vaccino, ma anche per il continuo numero di investitori che ne acquistavano le azioni, convinti a farlo perchè vedevano farlo da altri, e così vià, in un circolo vorticoso che appunto definisce un quadro di istinto gregario: il gregge che segue il pastore (o i pastori). 
La psicologia studia però non solo questo fenomeno ma anche perchè accade. Cioè a dire cosa ci spinge ad aggregarci al resto della truppa, per così dire. Ebbene, sembra proprio che tutto discenda dal nostro istinto ad essere "accettati" dal branco, al nostro indefesso desiderio di farne parte, pena l'esclusione e l'isolamento. Molti studi sostengono che tale comportamento nasce  tra gli uomini primitivi, i quali avevano molte più speranze di vivere a lungo se lo facevano in comunità e non individualmente. E questo perchè i nostri antenati vivevano in un mondo molto più competitivo e difficile del nostro, nel quale  non erano gli "animali" dominanti  ai vertici della catena alimentare (come siamo noi oggi). 
In borsa l'istinto gregario si definisce più sprezzantemente con l'espressione "parco buoi", ed individua proprio quegli investitori che si accalcano su un titolo perchè presi dal vortice, dal "maelstrom" tanto meravigliosamente raccontato da Edgard Allan Poe nei suoi racconti. Con risultati quasi sempre devastanti per le loro tasche (quando i buoi sono entrati le stalle....). Un buon antidoto al rischio di cadere nell'istinto gregario è verificare quanto un determinato fenomeno è diffuso nella percezione dei non addetti ai lavori: se il livello è alto meglio stare in guardia!.


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