martedì 2 ottobre 2012

Fiscal Cliff

Il Fiscal Cliff, traducibile in italiano un pò barbaramente in "precipizio fiscale" è uno dei problemi più seri al quale sono obbligati a guardare i mercati azionari ed obbligazionari mondiali.
Si tratta di un pacchetto di norme, sgravi fiscali essenzialmente, che furono introdotti dall'amministrazione Bush e che scadranno alla fine di quest'anno. Furono decisi a seguito dello scatenarsi della crisi finanziaria ed economica del 2008, varati all'inizio del 2009 e orientati ad ottenere un rilancio dei consumi, e quindi dell'economia U.S.A. Per fare un paragone molto grezzo ma credo efficace, è un pò come se alla fine del 2012 in Italia fossero cassate alcune detrazioni fiscali, come ad esempio quella per ogni figlio a carico.
536 miliardi di dollari di "nuove" tasse colpiranno gli americani se il pacchetto di sgravi non dovesse essere rinnovato.
3.500 dollari a famiglia!.
E le probabilità di rinnovo non sono così scontate come si potrebbe pensare perchè lo scorso anno, quando il congresso americano votò il nuovo tetto al debito pubblico inserì un vincolo, fortemente voluto dai repubblicani, secondo il quale se non si fossero varate nuove norme a contenimento del debito stesso sarebbero comunque partiti tagli automatici alla spesa pubblica, già predefiniti.
Quindi: da un lato la scadenza del fiscal cliff ed il suo mancato rinnovo porterebbero un beneficio alle casse statali americane, perchè le entrate aumenterebbero di 536 miliardi di dollari; dall'altro, se il fiscal cliff fosse rinnovato per non strozzare la ripresa economica e le famiglie americane si avrebbe un nuovo "buco" nel debito pubblico, a cui seguirebbero automaticamente nuovi e feroci tagli alla spesa pubblica.
La scelta non è facile, ed il fatto che il problema non sia ancora sufficientemente dibattuto nelle sedi opportune (al grande pubblico, specie europeo, è pressocchè sconosciuto), induce a pensare con qualche preoccupazione ulteriore ad un 2013 che già di per se si annuncia complesso e difficile.








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