mercoledì 10 ottobre 2012

High Frequency Trading-HFT

Da ormai molti anni le contrattazioni su tutti i mercati si avvalgono di programmi che, indipendentemente dall'intervento umano, a condizioni predefinite, acquistano o vendono qualsiasi cosa: azioni, obbligazioni, derivati. Tutto quello che vi viene in mente sia possibile scambiarsi sui mercati viene fatto, per buona parte, attraverso questi softwares, comandati da algoritmi più o meno sofisticati.
Capita quindi, dando un'occhiata ai "desk" (quegli schermi che fanno vedere nei telegiornali davanti ai quali operatori di borsa sembrano in procinto di una crisi di nervi) di vedere ordini di acquisti o di vendita aumentare o diminuire vistosamente al raggiungimento, da parte ad esempio di un titolo azionario, di un certo livello di prezzo. Questo accade perchè molte società di investimento predeterminano prima a quale prezzo un dato titolo sia da vendere o da acquistare. Quando quel prezzo si "forma" l'ordine parte in automatico. Fin qui, tutto sommato, niente di male.
Negli ultimi mesi, però, queste tecniche si sono molto raffinate, e ormai si parla di High Frequency Trading, scambi ad alta frequenza. E quando parliamo di alta frequenza parliamo di operazioni svolte a ritmo di millisecondi. Qualcuno azzarda a dire che sul mercato americano questo tipo di operazioni copra ormai quasi il 70% dei volumi delle contrattazioni giornaliere. Sarà vero?. Difficile dirlo, molto più semplice invece constatare come queste tecniche stiano prendendo una piega pericolosa: molti ordini di acquisto o vendita sono diventati "virtuali", nel senso che ad un ordine di acquisto o vendita su di un titolo ne segue, a distanza di pochi centesimi di secondo, uno di cancellazione. Questo provoca una sorta di effetto "anabolizzante" sui volumi di contrattazione e, soprattutto, permette a chi li utilizza di captare le tendenze del mercato senza portare all'esecuzione dello scambio vero e proprio. A quel punto lo stesso software forma in tempo reale la previsione, attraverso un grafico, di dove sarà la quotazione del titolo nei successivi trenta, quaranta secondi (per fare un esempio) e conseguentemente farà partire nuovi ordini di acquisto o vendita ,stavolta senza la clausola "immediate or cancel" ("esegui immediatamente o cancella").
Un pò come se nel calcio l'attaccante, prima di tirare in porta, eseguisse una serie di finte di fronte al portiere per indurlo a tuffarsi dalla parte opposta a quella dove andrà la palla....
Se tutto questo, nel mondo pallonaro, non soltanto è lecito ma è la sublimazione del gioco, sui mercati crea forti distorsioni. In primo luogo crea disparità di trattamento tra la grande società di gestione ed il piccolo risparmiatore che tenta il "fai da te"; in secondo luogo, molto spesso produce andamenti anomali e a volte surreali del prezzo di un titolo, determinandone cadute vertiginose o prodigiosi rialzi. Entrambi artefatti.




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