venerdì 16 novembre 2012

Ad un soffio da quota 2.000.

Ormai ci siamo, manca davvero pochissimo. Ancora 5 mld di € ed il nostro paese "riuscirà" per la prima volta a sfondare la soglia psicologica dei 2.000 mld di € di debito pubblico. 33.000,00 € a testa, neonati compresi.
Una montagna enorme!.
Il grafico pubblicato da Reuters che potete vedere (e ingrandire) a fine post rappresenta il debito pubblico dei paesi dell'area euro in percentuale del Pil.
La Grecia, com'è noto, domina incontrastata, con un poderoso 150%, ma noi siamo appena dietro, sul secondo gradino del podio: 126%. Seguono gli altri due "pigs" d' Europa, Portogallo ed Irlanda. Le differenze tra paese e paese sono molto forti: la Svezia naviga in acque dorate con il suo 37,3% e molti altri paesi (tutti quelli sotto il 60%) possono dormire sogni tranquillissimi.
Ma anche chi  ha percentuali maggiori può stare relativamente sereno: la Germania, ad esempio, considerata giustamente il paese più forte dell' Ue pur avendo un debito all' 82,8% del Pil si finanzia sui mercati internazionali ad interessi praticamente zero e mantiene ancora una forte crescita.
A voler trovare uno spartiacque direi che tutti i paesi con un indebitamento complessivo oltre il 100% del Pil devono allarmarsi. Del resto, per quello che vale, qualsiasi manuale universitario di economia già entro la trentesima pagina fa notare a caratteri cubitali allo studente chino su di esso che oltre il 100% c'è più ben poco da fare. Il principio è talmente semplice che brutalmente si può riassumere in due righe: se produci una ricchezza pari a 100 ed hai un debito pari a 100 nel migliore dei casi il tuo debito non aumenterà, ma di certo risulterà matematicamente impossibile ridurlo.
Semplice ed efficace, come ragionamento. O no?.




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