Tempesta perfetta o cielo sereno?

Archiviata in fretta la rielezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti ripartono imperterrite le previsioni degli economisti sul futuro del mondo. In questi giorni il dibattito sembra polarizzarsi tra due schieramenti precisi: quello dei teorici della tempesta perfetta e quello dei sostenitori di un prossimo, duraturo, cielo blu all'orizzonte.
I primi ipotizzano la formazione della tempesta perfetta considerando la possibilità, praticamente una quasi certezza a loro avviso, che si determinino contemporaneamente tre condizioni: un atterraggio duro (hard landing) dell'economia cinese; una forte recessione fiscale americana (il problema del fiscal cliff); una ricaduta dei paesi europei più fragili sul fronte degli spread e degli indicatori di deficit. Praticamente un Armageddon.
Per i secondi valgono le considerazioni al contrario: l'economia cinese gode ancora di ottima salute ed il suo è un semplice rallentamento (perfino salutare...); il fiscal cliff americano non preoccupa perchè si trovera al Congresso una mediazione e l'Europa sta messa meno peggio del previsto perchè la rete di sicurezza stesa dalla Bce sembra dare più garanzie di quelle sperate.
Non so chi ha ragione. Non so se ci sarà la tempesta perfetta o il cielo limpido. Resto però dell'idea che la verità sta sempre nel mezzo, per cui, anche prendendo a prestito le previsioni sulla città per domani che fornisce il gadget che ho inserito a destra del blog, penso che si susseguiranno piogge e schiarite. Per molti mesi (o forse anni) ancora.
L'importante, per ottenere ritorni interessanti dagli investimenti, sarà cercare di sfruttare bene le belle giornate e stare invece al calduccio in casa durante quelle uggiose e fredde.


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