Cipro e le follie della Troika

Ieri è esploso il caso Cipro. In realtà, che la situazione della piccola isola del mediterraneo fosse compromessa da tempo era cosa arcinota ma essendo i ciprioti poco più di un milione e producendo un misero 0,2% del Pil di tutta l'Unione Europea occorreva una notizia clamorosa come il prelievo forzoso sui conti correnti (e di che entità!!) per far arrivare in prima pagina la storia di un paese che da decenni vive grazie ad "artifici" di vario genere.
Cipro ha un deficit incontrollato, un debito delle sue banche pari al Pil che produce e un'economia basata esclusivamente sul turismo. In compenso, da anni, è diventato una sorta di paradiso fiscale del mediterraneo, avendo attratto capitali russi di dubbia origine in grande quantità, grazie alla sua normativa bancaria che dovrebbe equipararsi a quella dell'Unione Europea di cui fa parte e che invece, misteriosamente, procede per suo conto.
Dopo mesi e mesi di tormenti, di trattative, di rinegoziazione del debito, la Troika, cioè i funzionari della stessa UE, del Fondo Monetario Internazionale e della BCE, ha pensato bene di chiudere la falla del debito incontrollato imponendo al parlamento locale di prelevare, forzatamente, una somma percentualmente enorme dai conti correnti dei cittadini ciprioti. UNA RAPINA, un vero FURTO. Lo scrivo con caratteri maiuscoli perchè è assolutamente folle quello che si sta procedendo a fare. Parliamo del 6% circa sotto i conti con capienza inferiore a 100.000,00 €. Cioè a dire che su un conto con giacenza, diciamo, di 10.000,00 € il prelievo sarà, tout court, di 600 €!!.
Naturalmente i grandi capitali sono già da tempo in fuga e quindi la rapina sarà fatta solo ai soliti noti ma è ovvio che l'impatto psicologico della manovra è spaventoso. Per il resto dell'Europa ma anche del mondo, visto che la notizia oggi era in prima pagina sulla Cnn americana.
Per risparmiare la ridicola cifra di 5,6 miliardi di € la Troika è riuscita nell'impresa di compromettere seriamente tutto il lavoro di "ricucitura" fatto da Draghi, che da mesi cerca di infondere quello che è il vero elisir dei mercati: la fiducia.
Ebbene, oggi, come non chiedersi se la stessa, draconiana, misura non verrà applicata anche agli altri paesi che dovessero chiedere aiuti?. In special modo ai paesi del mediterraneo tra cui noi?.Il dubbio ormai è instillato, questo è fuori discussione. E non c'è cosa peggiore che creare dubbi, anzichè dissiparne, in questa crisi che dura ormai da 5 anni. Anche perchè, come ricorderete, proprio noi ci siamo già passati oltre vent'anni fa, quando l'allora Presidente del Consiglio Amato salassò (ma lì rispetto a Cipro si trattò di applicare una sanguisuga) gli stessi conti applicando un prelievo forzoso dello 0,6% (si badi bene: 0,6% contro 6%!).
A dare un pò di conforto è il nostro spread, che del fatto non ha assolutamente risentito. Anche perchè ieri i rendimenti sul Bund tedesco sono scesi tantissimo mentre quelli sui nostri Btp sono rimasti stabili. Il cambio euro/dollaro ha visto invece una veloce discesa della nostra moneta, come era ovvio attendersi. Le borse hanno ritracciato un pò, ma molto meno del previsto. Segno che sono forti, perchè una polpetta avvelenata come questa, su borse deboli, avrebbe provocato discese dell'ordine del 4, 5%. E poi si era arrivati sulle resistenze di cui ho parlato giorni fa, per cui una leggera correzione era pure nei dati.
Di questa storia un ragionamento mi inquieta: e se Cipro fosse stato solo un "esperimento", una sorta di prova per vedere come avrebbero reagito mercati ed opinione pubblica ad una tale mossa?. Cipro come una  piccola cavia?.
Vediamo gli sviluppi, ma certo da aperti gli occhi diventano sbarrati.


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