Il Sequester è ormai realtà

Ormai è fatta: dal 1° Marzo scorso, come avevo un pò pronosticato, sono scattati i tagli automatici alla spesa pubblica americana. 85 miliardi nel primo anno e poi 1.200 nei successivi 9. E' il famoso "sequester": letteralmente “confisca, sequestro”.

Un accordo al congresso tra repubblicani e democratici avrebbe reso meno drastica questa manovra di tagli messa a punto a partire dal 2010 e approvata nell’estate dell’anno dopo con il Budget Control Act che ha innalzato a 16mila miliardi di dollari l’asticella del debt ceiling, la soglia del debito pubblico federale consentita. Ma il compromesso bipartisan non è arrivato, nonostante gli ultimi tentativi di mediazione tra Barack Obama, lo speaker repubblicano della camera John Boehner e altri congressmen invitati alla Casa Bianca nelle ultime ore prima della scadenza del termine. 
L’accordo non avrebbe scongiurato i tagli, ma li avrebbe indirizzati in maniera più oculata e ragionata. Neanche gli osservatori più ottimisti prevedevano un compromesso in tempi così rapidi, un’impresa non riuscita in due anni a una commissione bipartisan. La Simpson-Bowles – che prevedeva un piano anti-deficit da 2400 miliardi di dollari per la riduzione del debito – in due anni non era riuscita a vincere i veti incrociati delle fazioni più radicali dei due schieramenti e “l’approccio bilanciato” tra tagli e revisioni delle aliquote sostenuto da Obama non era rimasto che un buon proposito, mai concretizzato. 
Insomma, in America è accaduto un pò quello che accadde da noi quando il ministro Tremonti applicò i cosiddetti "tagli lineari": 10% a tutti i Ministeri, indiscriminatamente e senza andare troppo per il sottile. 
La riduzione della spesa inciderà subito sul bilancio del pentagono (con decurtazioni di circa 500 miliardi di dollari), tanto da aver costretto la famosa aeroflotta acrobatica dei Thunderbird a sospendere temporaneamente ogni show.Il sequester inciderà ovviamente anche su settori più cruciali (istruzione, protezione ambientale, welfare, ricerca, sicurezza aeroportuale, parchi naturali) imponendo il contenimento delle spese a tutti i dipartimenti, nonché alle agenzie federali e alle fondazioni pubbliche. 
Circa 800 mila impiegati avranno la loro settimana lavorativa e il loro stipendio ridotto. Saranno diminuite le ore di volo a disposizione degli aerei da guerra mentre la manutenzione di alcuni equipaggiamenti sarà rimandata. Anche lo schieramento di una seconda portaerei e del suo gruppo – cinque-sei navi in tutto – nel golfo Persico, come misura di dissuasione nei confronti dell’Iran sarà annullato dopo essere già stato sospeso.
Secondo alcuni analisti gli effetti del sequester potrebbero comportare una contrazione del Pil statunitense su base annua dell' 1%. Considerando che questo potrebbe essere un anno recessivo per gli Usa o comunque a crescita molto bassa non c'è da stare allegri.
La prossima tappa sarà il 27 marzo, la data entro la quale il Congresso dovrà votare la “finanziaria” che permetterà al governo di spendere circa mille miliardi di dollari per mantenere l’amministrazione funzionante fino al 30 settembre. La cifra che sarà stanziata è piuttosto importante: se sarà sopra i mille miliardi, significa che il budget federale sarà abbastanza grande da annullare i tagli del sequester, ma i repubblicani hanno già fatto sapere che approveranno la legge soltanto se lo stanziamento sarà inferiore ai mille miliardi. Probabilmente i democratici non cercheranno di aggirare il sequester, ma cercheranno di contrattare la possibilità di modulare e rendere più flessibili i tagli previsti.
Un film già visto, e doppiato in molte lingue: italiano compreso!.










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