martedì 12 marzo 2013

Too little, too late

E' stato tra i pochissimi economisti, forse l'unico a dire la verità, che aveva previsto la grande crisi che stiamo vivendo. Fin dal 2007, inascoltato, andava ripetendo il mantra di un mondo destinato a collassare sotto il peso di un capitalismo ormai fondato solo sul debito.
Nel 2009, quando i mercati finanziari cominciarono una ripresa dai minimi storici non si fece illudere e continuò a ripetere in giro per il mondo che la crisi era solo all'inizio. Vide tra i primi la grande tragedia greca.  Insomma, è uno che non ha molti amici in giro e molto spesso è stato denigrato, trattato da vero e proprio iettatore.....
Peccato che da qualche anno a questa parte Nouriel Roubini sembra in possesso della palla di cristallo. Previsioni azzeccate fin nel midollo, merce rara nel campo della finanza e dell'economia. 
Oggi la Cnn ha online una sua intervista. Il titolo è lo stesso di quello di 4 anni fa: "Too little, too late", cioè "troppo poco, troppo tardi".
Sinistro a dir poco. Roubini, sostanzialmente, contesta alla Banca Centrale Europea di Mario Draghi di non aver, giovedì scorso, tagliato il tasso d'interesse, lasciandolo inalterato. La profondità della crisi è tale che secondo l'economista francese occorre spingere ancora di più sull'espansione monetaria, costi quel che costi.
Roubini, nell'intervista, dà anche una sua spiegazione al perchè le borse continuino a salire malgrado l'economia reale vada così male e sottolinea tre motivi: il superamento più o meno senza danni di eventi come il fiscal cliff, dati economici provenienti in alcune aree del mondo non esaltanti ma nettamente migliori del previsto (come il dato sul mercato del lavoro di venerdì scorso negli Usa), e una politica invece fortemente espansiva della Federal Reserve e della Bank of Japan.
Personalmente ho l'impressione che il nostro bravo economista sia rimasto ubriacato dalla tanta notorietà ricevuta in questi anni per le sue visionarie previsioni, e che tenda a guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto perchè, come un riflesso condizionato, quest'ottica gli ha dato sempre ragione. In fondo sprazzi di luce qua e là si intravvedono. Però, quando parla Roubini, è sempre bene drizzare le antenne....





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