martedì 9 aprile 2013

Bill Gross, Kuroda e la Red Bull

Nel post precedente ho parlato della nuova politica monetaria giapponese, fortissimamente espansiva e decisamente orientata a generare crescita, così come vuole l'attuale guida della Bank Of Japan, Kuroda. Tassi pari a zero, grandi iniezioni di liquidità, spesso a fondo perduto, robusto recupero della borsa, primi segnali (molto incoraggianti) dell'uscita da una fase recessiva durata vent'anni. Nessuna politica keynesiana era riuscita a fare tanto: i miliardi di yen gettati negli anni per costruire ponti megagalattici che connettessero isole sperdute e disabitate tra loro non aveva dato alcun risultato.
Finora tutto bene, si direbbe, se non fosse che il gestore del più grande fondo obbligazionario del mondo, Bill Gross di Pimco, di cui ho già diffusamente parlato, ieri parlando alla Cnbc si è detto fortemente preoccupato di questa "allegra" politica monetaria, fatta come dicevano gli economisti della scuola di Chicago, "gettando soldi dagli elicotteri".
Gross ha paragonato la politica della BOJ agli energy drink della Red Bull, parafrasando l'effetto euforizzante degli stessi che però  svanisce in fretta e potrebbe lasciare qualche effetto indesiderato (ci fu anche un dibattito se questo genere di drink avesse un effetto dopante sull'organismo umano).
Il fatto è, secondo Gross, che questo continuo sostentamento artificiale all'economia giapponese e americana prima o poi determinerà una bolla speculativa gigantesca, e questo accadrà quando tutti i portfolio managers si renderanno effettivamente conto di stare comprando sostanzialmente carta straccia. Questo doping finanziario, poi, rischia di creare un effetto assuefazione: alla fine il pericolo è che questi stimoli massicci finiscano col produrre risultati risibili ma effetti collaterali pesantissimi.
Gross parla del rischio di un'economia "zombie" nei prossimi anni.
Personalmente sono d'accordo con Gross: così non si potrà andare avanti per molto. Va ripensato il modello produttivo mondiale. Il capitalismo stesso, così come l'abbiamo sempre conosciuto. Magari ancora per un anno o due, o forse di più, questo tipo di politiche monetarie reggeranno in piedi la baracca ma prima o poi il nodo di un nuovo modello di sviluppo e di vita dovrà essere sciolto.


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