giovedì 19 settembre 2013

Carramba che sorpresa!

"E questa attesa, per un investitore accorto, deve essere vissuta senza ansia di "fare", di "muoversi", di prendere decisioni troppo avventate. Come un ciclista in surplace.....bisogna aspettare che sia l'avversario a muoversi e poi partire in contropiede. Azzardare una mezza pedalata adesso potrebbe rivelarsi un grande errore."

E' sempre poco elegante autocitarsi, lo so bene, ma la frase in grassetto riprende l'ultimo paragrafo di due posts fa, quando invitavo un pò tutti a non dare affatto per scontato che la Fed, come il 90% degli operatori di mercato pensavano, ieri avrebbe dato il via al piano di riduzione dell'acquisto di bonds. Il famigerato Tapering. E nel post del 6 Settembre scorso mi chiedevo come potesse avviarsi un piano simile in un contesto economico ancora incertissimo. Modello "Giappone" degli ultimi vent'anni. 
Ebbene, mentre ormai i mercati obbligazionari scontavano non soltanto l'avvio del Tapering, ma anche le sue dimensioni quantitative (per la verità da Maggio a Settembre siamo scesi nelle previsioni da un rientro di 50 mld di dollari al mese ai 10 di ieri pomeriggio), la Fed, probabilmente resasi conto che la ripresa economica è assai più debole del previsto ha deciso, almeno per il momento (a questo punto probabilmente fino a fine anno), di non avviare alcun piano di rientro dell'enorme liquidità circolante. Dunque una decisione molto sorprendente, che premia fortemente investitori come Pimco, che hanno sostenuto sempre la tesi che l'era della "normalità" monetaria, con tassi di interesse al 4%, inflazione al 2% e crescita intorno al 3% è ben lontana dal profilarsi all'orizzonte.
Di conseguenza ieri si è vista sul mercato obbligazionario una clamorosa discesa dei rendimenti dei Treasuries, con addirittura il quinquennale che ha ceduto in una sola seduta quasi 15 basis points!. Le motivazioni alla base di questa decisione, che ripeto per certi versi è clamorosa perchè tutto lasciava intendere diversamente, sono da ricercarsi in un insieme di fattori, economici e non.
Quelli economici sono i seguenti:
1) In America c'è crescita, ma moderata. Troppo moderata rispetto agli stimoli monetari immessi. La disoccupazione scende lentissimamente, le stime di crescita del Pil sono state riviste al ribasso ed anche gli ultimi dati sull'edilizia sono deludenti (tornano a diminuire le richieste di concessioni edilizie).
2) Non c'è alcun processo inflattivo in corso. La Fed voleva un'inflazione al 2%....siamo appena all' 1%. Con tutti i biglietti verdi immessi sul mercato la Fed aveva l'obiettivo di spingere gli americani a tornare a spendere, a consumare. Questo è avvenuto, ma molto parzialmente. E' come se tra sgravi fiscali e politica monetaria accomodante ci si fosse ritrovati in casa, tanto per dire, 100 dollari. La Fed avrebbe voluto che la middle class americana avesse speso tutti i 100 dollari in consumi, come ha sempre fatto, ed invece quella stessa middle class, attanagliata dalla crisi, ha deciso di spenderne solo una piccola parte. Di conseguenza niente inflazione "buona" e niente crescita sostenuta.
Le motivazioni non economiche sono legate alla fine del mandato di Bernanke, che scadrà a Dicembre.
Probabilmente i membri della Fed hanno pensato (bene dico io) di non cominciare quella che con il Tapering si profilava come una vera e propria contropolitica monetaria con un Presidente a fine mandato. Se il nuovo (si parla della "colomba" Yellen), fosse poi stato contrario?. Una decisione saggia.
Per chiudere: quella di ieri è una decisione che di fatto sancisce che gli stimoli monetari hanno avuto un successo limitato. E che però non se ne può fare a meno. Uscire da questa contraddizione sarà complicato. Molto complicato.




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