lunedì 23 giugno 2014

Telenovela Argentina

Più volte sul blog ho parlato del possibile nuovo default dell'Argentina, dopo quello disastroso della fine del 2001. Nel Novembre del 2012 scrissi due posts sull'argomento; l'opinione comune, negli ambienti finanziari, era che non se ne sarebbe fatto nulla, e che tutto sarebbe finito in una bolla di sapone. Poi ne parlai ancora nel 2013, quando un primo giudizio di un tribunale di New York  sembrava sancire, di fatto, il default.
Nelle ultime settimane il problema è riemerso, più virulento di prima: la Corte Suprema degli USA ha infatti imposto all'Argentina di rimborsare TUTTO l'intero importo del debito rinegoziato successivamente al primo default del 2001.
Le cose andarono così: dopo il primo default, il governo argentino concordò con gli Stati creditori e con quasi tutti i soggetti investitori privati una rinegoziazione del debito, che prevedeva rimborsi molto inferiori ai capitali investiti ed in tempi molto più estesi di quanto originariamente stabilito. Quasi tutti i creditori aderirono al concordato, ma non tutti. Alcuni hedge funds americani non ne vollero sapere, e cominciarono una lunga battaglia legale, pretendendo il rimborso fino all'ultimo dollaro. Dopo 13 anni questi stessi fondi hanno ottenuto importanti vittorie giudiziarie, ed ora la Corte Suprema degli Usa ha stabilito che qualora l'Argentina pagasse i vecchi debiti rinegoziati (ed alla fine di questo mese sono in scadenza alcune cedole di titoli di allora) allora dovrà, CONTEMPORANEAMENTE, pagare anche tutti coloro, e per intero, che non hanno aderito al concordato. 
Di fatto, un salasso impossibile da onorare per le casse (già molto malmesse) dello stato argentino. 
Che così, per tagliare la testa al toro, ha deciso che a fine mese......NON PAGHERA' NESSUNO. Nè i creditori allora accondiscendenti nè quelli, sempre di allora, recalcitranti.
Così, per non fare torto a nessuno....
Ora siamo alle trattative, frenetiche, per trovare un nuovo accordo entro fine mese. La telenovela continua, ma stavolta sembra proprio  di essere all'epilogo.


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