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Visualizzazione dei post con l'etichetta paesi emergenti

Venezuela, è "default parziale"

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Era nell'aria da settimane, probabilmente anni. Poche ore fa l'annuncio ufficiale dell'Agenzia di ratings S&P: il Venezuela, non avendo  rimborsato due obbligazioni governative per un valore complessivo di circa 200 milioni di $, è stata dichiarata in default."Selective Default", per la precisione, ossia default parziale, ma la sostanza è che con questa decisione si apre la porta ad un default generalizzato di tutto il debito pubblico del paese. La decisione è stata presa ieri, dopo i canonici 30 giorni di attesa che i mercati concedono oltre la data  di scadenza ufficiale di un titolo. Non è servito un tentativo in extemis di mediazione con i creditori: la riunione andata in scena ieri tra il governo di Caracas e circa 100 investitori internazionali è terminata in un nulla di fatto. Maduro continua a sostenere che il governo non dichiarerà mai il default ma di fatto lo ha già fatto, non avendo provveduto al rimborso del debito e soprattutto non avendo ...

L'economia di Kim!

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Ho deciso di parlare di lui, Kim Jong Un, padre-padrone della Corea del Nord, per il mio primo post della "seconda era" del Blog (a proposito, questo è il 194° post in tutto, ancora poco ed arriverò a sorpassare anche l'epopea del "Trono di Spade"!). Tralasciando le improbabili grisaglie grigio verdi del nostro, la sua ancor più improbabile capigliatura (frutto di un giardiniere con tagliaerba riciclato a barbiere con rasoio?) e la smodata passione del nostro per razzi, bombette nucleari, tric e trac e tutto quanto in grado di esplodere, vorrei qui parlare un pò di come vanno le cose a casa sua da un punto di vista economico. Perchè su giornali e media di lui si è detto molto, mentre invece pochissimo si è scritto delle condizioni economiche del paese che governa con pugno di ferro (pare abbia fatto uccidere un suo zio traditore utilizzandolo al posto delle sagome di legno per le esercitazioni di sparo dei carri armati!). Trovare dati attendibili su q...

Avanti un altro!

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Per la serie "sotto a chi tocca", o se preferite "avanti un altro", da qualche giorno un nuovo incubo default percorre i desks degli operatori finanziari. Stavolta, sotto la lente d'ingrandimento, è finito il Venezuela.  Paese ricchissimo, pieno di giacimenti petroliferi (e non solo), il paese ancora orfano del carismatico leader Chavez, attualmente sostituito dal mediocre Maduro, in questi giorni vive ore di forti tensioni. L'inflazione è oltre il 60% annuo e la moneta locale, il Bolivar, si svaluta ogni giorno di più. Ad Ottobre, poi, il Venezuela dovrà rimborsare due bond per un totale di circa 4,5 miliardi di $ e non è ancora chiaro come e se riuscirà ad adempiere ai suoi debiti. Non a caso, i CDS (i credit default swaps, sorta di assicurazioni contro il default di un paese impossibilitato a rimborsare i suoi titoli) sono schizzati in pochissimi giorni a vette inesplorate, decretando di fatto uno stato di massimo allarme. Strano, come detto, per u...

Telenovela Argentina

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Più volte sul blog ho parlato del possibile nuovo default dell'Argentina, dopo quello disastroso della fine del 2001. Nel Novembre del 2012 scrissi due posts sull'argomento; l'opinione comune, negli ambienti finanziari, era che non se ne sarebbe fatto nulla, e che tutto sarebbe finito in una bolla di sapone. Poi ne parlai ancora nel 2013, quando un primo giudizio di un tribunale di New York  sembrava sancire, di fatto, il default. Nelle ultime settimane il problema è riemerso, più virulento di prima: la Corte Suprema degli USA ha infatti imposto all'Argentina di rimborsare TUTTO l'intero importo del debito rinegoziato successivamente al primo default del 2001. Le cose andarono così: dopo il primo default, il governo argentino concordò con gli Stati creditori e con quasi tutti i soggetti investitori privati una rinegoziazione del debito, che prevedeva rimborsi molto inferiori ai capitali investiti ed in tempi molto più estesi di quanto originariamente stabilito....

"Riparte" il manifatturiero cinese

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E' da poco uscito il dato sull'attività manifatturiera in Cina. E' al livello massimo da cinque mesi a questa parte: 49,7. Siamo ancora sotto quota 50, spartiacque tra una fase espansiva (> di 50) e recessiva (< di 50) ma il dato è superiore al massimo precedente, che si attestava a 48,1. In pratica, il segnale è chiaro: le politiche di stimolo attuate dal governo cinese cominciano a dare i loro frutti, in modo anche più veloce del previsto, tanto che il sottoindice relativo alla produzione è a 50,3. La Cina si trova di fronte ad un problema che farebbe tremare i polsi a qualsiasi economia: deve continuare a crescere a ritmi vertiginosi (7-8% annuo) senza scatenare inflazione o bolle speculative (come quella immobiliare). Per riuscire ad ottenere tutto questo è necessaria una politica monetaria raffinatissima, fatta di carota (espansione del credito, misure di stimolo, etc..) e bastone (riduzione dei tassi di sconto, politiche fiscali restrittive, etc). Molto più...

2-2 e palla al centro

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Appena passata la Santa Pasqua è forse il caso di fare un primo bilancio di questa prima parte del 2014. Sul fronte azionario ci sono stati due tentativi di andare oltre i 1.900 punti di S&P 500 (sarebbero stati nuovi massimi) entrambi falliti, seppur di pochissimo. E due correzioni, una più significativa fino a 1.740 (sempre di S&P 500) e la seconda terminata a 1.800. Ora i mercati sono di nuovo risaliti e sostanzialmente il risultato è quello di trovarci quasi esattamente come al primo giorno dell'anno. 2 a 2 e palla al centro, dunque. La lettura di questi movimenti mi rincuora non poco, perchè (modestia a parte) avevo previsto, per i mercati azionari 2014, una situazione del genere, con ampie fasi oscillatorie ed andamenti laterali. Non mi sorprenderebbe vedere un proseguimento di tale scenario fino a tutta l'estate, con invece un bel rally per fine anno. Sui mercati obbligazionari siamo grosso modo a considerazioni simili, tranne per alcuni paesi periferici dell...

Giacobbe ed Esaù

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Giacobbe ed Esaù erano i due figli gemelli di Isacco e Rebecca. Isacco, a sua volta, era il figlio di Abramo.Alla nascita, venne al mondo per primo Esaù, rossiccio e peloso. Poi, attaccato al calcagno del fratello, uscì Giacobbe. Crescendo, i due fratelli si dimostrarono molto diversi: Esaù era un abile cacciatore, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo; oggi diremmo domestico. Isacco prediligeva Esaù, un pò perché anche a lui piaceva la caccia e un pò perché era il suo primogenito. Rebecca, invece, aveva un debole per Giacobbe. Un giorno Esaù tornò dalla foresta stanchissimo, sfinito e quando vide che Giacobbe aveva preparato una minestra di lenticchie  lo supplicò affinché gliene lasciasse un piatto. Giacobbe, scaltramente, gli rispose: "in cambio di un piatto di lenticchie lasciami la tua primoginetura e tutti i diritti che essa comporta". Esaù, senza pensarci due volte, accettò di buon grado, inconsapevole di cosa stesse chiedendogli il frate...