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Nuovi massimi

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1847,61 punti è la chiusura dell'indice S&P 500 di ieri sera. Dunque il paniere che racchiude i 500 titoli azionari più grandi degli Stati Uniti ha toccato un nuovo massimo storico, il che, come sottolineavo la volta scorsa, decreta la fine ufficiale della correzione. Per la verità, il Dow Jones non ha ancora raggiunto, a sua volta, un nuovo record storico, per cui un piccolo margine di incertezza lo lascerei. Però è fuor di dubbio che il clima sembra di nuovo volgere al sereno. Buona la tenuta anche del mercato obbligazionario, a sua volta in significativo recupero dall'inizio dell'anno. I fondi di investimento di player come Pimco sono in saldi positivi che oscillano da +1% a +2%. Rimane più indietro l'obbligazionario paesi emergenti ma va rilevato che il T-Bond americano sembra aver trovato una forte base di consolidamento intorno ai 270/280 basis points. Ora ci attendono le prime trimestrali, poi gli stress tests della Bce sulle banche europee. Il primo o...

Correzione 3.0: ai titoli di coda?

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Dopo il forte rimbalzo a 15.600 punti di Dow Jones la fase di recupero dei corsi è continuata anche la scorsa settimana. Adesso il Dow quota, con l'ultima chiusura, 16.154. Come avevo scritto, sopra i 16.000 punti si aprivano non solo spazi di recupero ancora più ampi (e i 154 punti in più sono lì a dimostrarlo) ma probabilmente si poteva già cominciare a guardare più avanti ancora. Alla fine della correzione. In fin dei conti, dai massimi si è scesi di circa il 7% (per poi recuperare), e lo si è fatto in 4/5 settimane. Praticamente il manuale dei ritracciamenti. Per mettere la parola fine alla prima turbolenza dell'anno occorrerà però che i mercati azionari USA tocchino nuovi massimi storici. Manca ancora poco ma come disse il vecchio Trap "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". E si badi bene: dovranno essere proprio nuovi massimi, perchè se anche si arriverà a pochissimi punti dai precedenti il rischio sarà quello di aver creato una "figura" graf...

Primo rimbalzo

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15.600 punti del Dow Jones era la mia personale scommessa come livello di supporto per la correzione ancora in atto. Come scrivevo nell'ultimo post quei 15.372 punti andavano parametrati con un filtro di un 2-3%. Ebbene sul livello indicato c'è stato un primo importante rimbalzo, con l'indice che venerdì scorso ha chiuso in area 15.800. Solo il superamento di 16.000 punti rappresenterà il primo tentativo di inversione del mini trend ribassista, ma per il momento possiamo dire che le acque sono meno agitate di una settimana fa. Anche perchè proprio venerdì scorso è uscito il dato sulla disoccupazione americana, indice importantissimo per capire le prossime mosse della Fed. La disoccupazione è scesa al 6,6% dal 6,7% ma i nuovi occupati nel mese di Gennaio sono stati inferiori alle attese: 113.000 contro i 180.000 previsti. Una specie di 1-1 nella gara tra chi sostiene l'aumento del Tapering e chi invece propende per un ciclo espansivo non ancora vigoroso ma anzi fragilis...

Correzione 2.0

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Un paio di posts fa indicavo la possibilità di una correzione con un punto interrogativo, perchè il movimento di discesa dei corsi sui mercati azionari era appena all'inzio e non ancora consolidato. Ora si può tranquillamente togliere quel punto di domanda: è in atto la prima correzione di un certo livello da parecchi mesi a questa parte.  Parlavo di un movimento che avrebbe potuto far scendere i corsi del 5-10% dai massimi raggiunti a fine 2013. Ad oggi il Dow Jones, l'unico indice meritevole di attenzione in fasi come queste, perde il 7,15% da inizio anno. Siamo quindi, FORSE, a metà del guado. Il primo livello supportivo sul quale scommettevo in una ripresa del trend primario rialzista ha per il momento ceduto: 15.600 è stato infranto in fretta. Ma non è ancora detta l'ultima parola, su questo argine: siamo a 15.372, e siccome l'analisi tecnica ci consiglia sempre di applicare un filtro di un 3% al rialzo ed al ribasso come soglia di tolleranza direi che ancora la...

Overhang sui bancari

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Venerdì scorso, a mercati chiusi, il Banco Popolare, tra i più importanti istituti di credito italiani, ha annunciato un aumento di capitale da 1,5 mld di €, necessario, a quanto pare, per fronteggiare gli stress test previsti quest'anno dalla Bce. Chi segue il blog ricorderà che avevo parlato poche settimane fa proprio di questo problema, che avrebbe potuto creare non pochi problemi ai mercati per il 2014. La Bce ha deciso infatti di effettuare degli stress test per verificare la solidità delle banche europee, sia in termini di capitale proprio che di impieghi. Era chiaro fin dal giorno in cui fu presa questa decisione che molte banche non avrebbero pienamente superato gli stessi, e che dunque sarebbero state costrette a ricorrere a tutti i mezzi a disposizione per rafforzarsi: dall'aumento di capitale, alle fusioni, alla vendita di assets. Il management di Monte dei Paschi di Siena voleva procedere ad un aumento di capitale agli inizi di questo mese, ma poi la Fondazio...

Correzione?

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Dopo il forte rally natalizio questo primo mese del nuovo anno non sembra, al momento, dare grosse soddisfazioni agli azionari. Gli indici di tutto il mondo, infatti, da alcuni giorni a questa parte hanno cominciato a stornare un pò, concedendo spazio a quanti ritengono sia in atto la prima correzione dell'anno. Per chi non lo sapesse, con il termine "correzione" si intende una fase di discesa "controllata" delle quotazioni, nel senso che dopo forti periodi di rialzo seguono periodi nei quali i prezzi vengono limati verso il basso. Le ragioni di una correzione possono essere centinaia, ma sono sempre o quasi un pretesto: il vero motivo è la necessità, o la voglia, di chi ha ottenuto buone performances di vendere per incassare il guadagno. Generalmente, quando si verifica una correzione "normale" essa è anche salutare, perchè spurga i mercati dagli eccessi generati dai rialzi precedenti e rende di nuovo appetibili le quotazioni. Mediamente si sce...

Il Fallimento ordinato delle Banche

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In questi giorni ho ricevuto diverse richieste di spiegazioni in ordine all'ultimo accordo raggiunto dai paesi membri dell'Unione Europea relativamente alle procedure concordate in caso di fallimento di una banca appartenente all'area dell'Euro. L'accordo, rientrante nella più ampia discussione attorno l'Unione Bancaria dei paesi membri prevede conseguenze molto pesanti in primis per tutti coloro che con la banca fallita hanno a che fare. In altre parole, il fallimento "ordinato" di una banca europea prevede ora innanzitutto che siano gli azionisti, gli obbligazionisti ed i correntisti della stessa i primi a dover...."pagare". Allego un servizio, stringato ma esauriente, andato in onda nel TG1 del 27/06/20013 che spiega bene il tutto.