Jerome Powell nuovo presidente della Fed



Equilibrato, ragionevole, pragmatico: Jerome Powell,classe 1953 (nella foto)  è il nuovo presidente della Fed, la banca centrale degli USA. Prende il posto dell'ottima Yanet Yellen, a sua volta subentrata al mitico Ben Bernanke, colui che dovette gestire, tra mille difficoltà, la crisi dei mutui subprime del 2008, che scatenò una lunga crisi economica mondiale non ancora del tutto scomparsa.
Per l'ambitissima carica di presidente della Fed la scelta, alla fine, si era ristretta a tre candidati: la riconferma della Yellen, l'ipertecnico Taylor (un "falco" repubblicano) e lui, la "colomba" Powell, anch'esso repubblicano ma già nel board della Fed dal 2012 su nomina di Barak Obama.
Jerome Powell diventerà effettivamente presidente a partire dal Febbraio 2018; ad oggi è il braccio destro della Yellen e la sua nomina, da parte di Trump, ha un solo significato: continuità.
Powell è un convinto sostenitore della politica monetaria espansiva condotta in questi anni dalla Fed e ritiene il rialzo dei tassi in corso da quest'anno come una sorta di "male necessario".
Forse è più "accomodante" della stessa Yellen. Non è un economista in senso letterale; viene da studi giuridici ma nel corso della sua carriera ha avuto modo di fare molta esperienza nella gestione di fondi di private equity, per cui si può dire che ha una conoscenza approfondita quanto meno del sistema bancario.
Già sottosegretario al Tesoro durante la presidenza Bush junior, Powell è più che un economista un regolatore, un normatore della finanza. Ma al contrario, nel senso che è sempre stato favorevole ad un allentamento delle norme introdotte dalla legge Dodd-Frank, che ha disciplinato in maniera stringente la normativa bancaria dopo la crisi di dieci anni fa.
Staremo a vedere...i mercati l'hanno presa bene, nel senso che non ci sono stati particolari contraccolpi, forse perchè come ho detto la sua sembra proprio una scelta nel segno della continuità.

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