lunedì 19 novembre 2012

Quando si tira lo sciacquone!

Sui mercati finanziari la gergalità è di casa e molti termini di uso domestico sono ripresi per esprimere sentimenti o concetti molto semplici.
Uno di questi è il "washout", in italiano lo sciacquone. SI, proprio quello che ognuno di voi manovra giornalmente nel suo bagno di casa. In gergo finanziario il washout esprime una seduta o più sedute di borsa in cui regna assoluto il panico: tutti vendono indistintamente e "scaricano" letteralmente i titoli in portafoglio a qualsiasi costo. Una sciacquata e passa tutto. Oggi propongo un grafico che mette a confronto l'andamento, negli ultimi 5 anni (quindi un lasso di tempo considerevolmente lungo, e quindi piuttosto attendibile), di alcuni titoli azionari americani quotati a Wall Street.
Sei titoli per sei settori diversi. Ognuno dei titoli è tra i principali protagonisti del proprio settore merceologico: Google per la tecnologia, Pfizer per il farmaceutico, Goldcorp per il settore aurifero, Anadarko per il settore petrolifero, Louis Vuitton per il settore del lusso, Nestlè per l'alimentare. Sono tutte "blue chips" come si dice in gergo, cioè titoli a grandissima capitalizzazione: i colossi delle borse; in questo caso i colossi tra i colossi, perchè tutte quotate sulla più grande borsa del mondo, che naturalmente è quella americana.
Ebbene, a 5 anni meglio di tutti ha fatto Goldcorp, seguita da Nestlè, Anadarko, Louis Vuitton, Google. Chiude la classifica con la peggiore performance Pfizer.
A parte ciò, è sintomatico osservare come nessuno di questi sei titoli, così diverso l'uno dall'altro e così "solido" da rappresentare comunque un punto di riferimento per il suo settore merceologico sia riuscito a resistere alle vendite da washout. Nessuno è riuscito a non perdere nell' annus orribilis 2008.
La bestia nera della paura domina incontrastata.



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