Punto Nave

E' passata una settimana dal 10 Giugno scorso, data che indicavo come possibile fine della correzione cominciata il 23 Maggio. La situazione è la seguente: i mercati azionari hanno dato incoraggianti segnali di recupero, con il Dow Jones ben saldo sopra 15.000 punti (livello che a questo punto acquista ancor più importanza strategica) ed il Nikkei, seppur per un soffio, sopra i 13.000. Erano due livelli che consideravo e continuo a considerare decisivi, in caso di tenuta, per una ripartenza veloce. Finora reggono, e sono stati testati a dovere.
Sul mercato obbligazionario si sta assistendo ad un recupero più lento e più incerto, ma se non altro l'emorragia sembra arrestarsi. Il Treasury bond americano a 10 anni ha un rendimento che staziona appena sopra il 2% (fino al 2,5% direi che è accettabile); il Bund tedesco, sempre a 10 anni, quota un rendimento dell' 1,50/1,60%. Certo rispetto all' 1,15% di qualche mese fa è salito, ma certo non è esploso. I decennali dei paesi emergenti sembrano fermi "a bere".
Sul fronte macro nessun indicatore giustifica al momento la fuga dall'obbligazionario, e questo mi porta a confermare esattamente quanto ho scritto nell'ultimo post: i venditori di bonds stanno dando per scontato che la Fed ha già deciso di rallentare il suo quantitative easing, ma questa certezza al momento non è suffragata da alcun dato certo. 
Vedremo, per il momento il mio suggerimento è nervi saldi e barra dritta.



Post popolari in questo blog

Le Porte di Tannhäuser

Finanza Comportamentale: l'Overconfidence

Il "Rosso e il Nero" di Alessandro Fugnoli