lunedì 8 luglio 2013

I dati sul lavoro USA ai raggi X

Venerdì scorso, come ho scritto, i dati sul lavoro Usa sono stati piuttosto contrastanti. Ad una prima, giocoforza veloce, lettura degli stessi appare/iva una forte contraddizione tra il nuovo numero di occupati nel mese di Giugno, 195.000, contrapposti ad un tasso di disoccupazione fermo al 7,6%, incapace di scendere, rispetto al mese precedente, anche solo di un decimale.
Con più calma e con la possibilità di leggere tutto il report si possono fare riflessioni molto più articolate. Che peraltro vanno fatte, perchè questo dato è veramente cruciale per il futuro prossimo venturo nella storia dei bonds e dei mercati in genere.
Vediamo:
1) un dato negativo per i mercati obbligazionari è dato dal fatto che il tasso di disoccupazione non è sceso perchè sono aumentate le persone che si sono rimesse a caccia di lavoro. Nei mesi scorsi molti americani, sfiduciati dalla possibilità di trovare un impiego, si erano cancellati dalle liste degli uffici preposti, e quindi la discesa della disoccupazione era più che altro dovuta al fatto che molti smettevano di cercare lavoro. Stavolta è accaduto il contrario. Una rinnovata fiducia ha spinto molte persone a rimettersi in moto nella ricerca di un impiego, e quindi il dato sulla disoccupazione non è sceso come avrebbe dovuto.
2) un dato invece positivo per i mercati obbligazionari, perchè segna un punto a favore di chi pensa che Bernanke non procederà alla riduzione del Q.E. (cioè al Tapering), è invece il fatto che malgrado il QE3 abbia ormai quasi un anno di vita il tasso di disoccupazione è lo stesso di Settembre 2012. Il ragionamento è cioè il seguente: se dopo un anno di stimoli feroci di politica monetaria siamo allo stesso livello di tasso di disoccupazione di un anno fa perchè mai ora lo stesso dovrebbe scendere di 1 punto percentuale in pochissimi mesi?.
3) Molti di quei 195.000 nuovi posti di lavoro sono femminili, in particolar modo donne nella fascia di età tra i 20 ed i 24 anni e si tratta di contratti part-time e a tempo. Quindi più una ripresa temporanea che strutturale. La controprova è che non sono stati praticamente creati posti di lavoro tra i maschi nella fascia d'età tra i 25 ed i 54 anni, cioè la fascia cosiddetta dei "capifamiglia".
4) 18,8 milioni di persone negli Stati Uniti cercavano lavoro nel Settembre 2012. 18, 4 lo cercano ora. Dopo un piano di stimolo monetario da quasi 100 miliardi di $ al mese.
Forse lo champagne va rimesso in frigo ed è troppo presto per parlare di uscita dalla crisi e conseguente rialzo duraturo dei rendimenti.



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