martedì 16 luglio 2013

Il "Vix Index" la sa sempre lunga

Uno degli indici più usati sui mercati è il "Vix", ossia il "Volatility Index". Come dice la parola questo indice misura la volatilità, cioè le oscillazioni, di un dato prezzo. Sia riferito a bonds, equity o indici generici il Vix è un ottimo termometro del nervosismo presente sui mercati. Più l'oscillazione è violenta, più il livello dell' indice sale. E viceversa. La scala è da 1 a 100.
Il grafico che vi propongo oggi è l'indice di Volatilità dello S&P 500, il paniere delle 500 società più grandi quotate a Wall Street. Ho estrapolato gli ultimi sei mesi e come si può vedere la fase correttiva che ha caratterizzato i mercati a cavallo tra Maggio e Giugno ha visto, com'era ovvio, una forte impennata della volatilità.
Se ci fate caso, però, da diversi giorni a questa parte la volatilità è improvvisamente ridiscesa a livelli "standard", uguali a quelli di inizio anno. Cosa significa tutto questo?. 
Semplicemente che i mercati hanno cominciato piano piano a digerire le parole di Bernanke ed a saggiarle non con la "pancia", come era qualche settimana fa, ma con il "cervello". Il panico sta lasciando spazio alla razionalità; la paura alla riflessione, l'emotività al ragionamento.
Un Vix basso è un ottimo segnale di fine correzione, perchè allontana i demoni del selloff lasciando spazio agli angeli dei "fondamentali", dei parametri base, di tipo economico, che ormai da anni comandano il mondo.


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