Nec spe nec metu

"Nec spe nec metu": Nè con speranza, nè con timore. E' questo il sentiment della settimana in corso sui mercati finanziari, azionari ed obbligazionari. In attesa del dato, assai importante, di venerdì prossimo sul tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, che sarà uno dei driver fondamentali per l'andamento dei corsi fino alla fine dell'estate, quella in essere sembra essere l'ottava dell'attesa. Senza speranza ma anche senza timore.  Dovesse uscire un dato inferiore alle attese, deludente sul piano dei puri numeri, i rendimenti dell'obbligazionario scenderebbero, e quindi risalirebbero i prezzi. Salirebbero probabilmente anche i prezzi delle azioni. Un dato neutro sarebbe comunque più favorevole alle "colombe" della Fed che vogliono mantenere il Q.E. per molti anni ancora piuttosto che ai "falchi" più orientati all'avvio del cosiddetto "Tapering", il piano di rientro dal Q.E. stesso.
Un dato molto positivo, che confermasse cioè una robusta discesa del livello della disoccupazione negli USA (ora al 7,6%), sarebbe benzina sul fuoco per i venditori di equity e bonds.
Nec spe nec metu.


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